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Intervista a Beppe Frattaroli

Articolo di: Gian Luca Barbieri; pubblicato il 13/12/2007 alle ore 18.15.30.

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In occasione della terza uscita discografica per Storie di Note con l'album "Nel libero arbitrio", abbiamo intervistato Beppe Frattaroli, autore compositore e arrangiatore con interessi a tutto campo, da collaborazioni con personaggi illustri ad autore ed esecutore di musiche per il teatro.

Beppe Frattaroli

Personalità davvero interessante quella di Beppe Frattaroli, abruzzese di nascita e romano di adozione. Autore, compositore e arrangiatore, si caratterizza per la straordinaria varietà dei suoi interessi e delle sue sfere di intervento. Citiamo solo qualche dato: ha collaborato con artisti del calibro di Tosca, Paola Turci e Kay McCarty; è autore ed esecutore di musiche di scena per importanti spettacoli teatrali e per rassegne letterarie; ha arrangiato e diretto il cd di poesie "Se amando troppo" di Dacia Maraini, edito da Rizzoli; ha scritto le musiche di diversi spot e per documentari trasmessi dalla RAI e da emittenti private.

Ha all'attivo due cd, intitolati rispettivamente "Il viaggio" e "Per qualcosa di buono". Ora Storie di Note pubblica il suo terzo album, "Nel libero arbitrio", che prosegue il discorso avviato nei primi due dischi (si noti che, come suggerisce lo stesso Frattaroli, i tre titoli letti di seguito formano una suggestiva sequenza: "il viaggio... per qualcosa di buono... nel libero arbitrio").

Nel disco, oltre a cantare, suona quasi tutto lui (chitarre, basso, pianoforte, tastiere, kazoo e percussioni); solo qualche sporadica collaborazione in un cd che è pensato e sentito come fortemente suo ("ideato, scritto, arrangiato e realizzato").

Va ricordato che il suo secondo disco, con la relativa attività live, ha finanziato un progetto di solidarietà a favore dei ragazzi di strada di Kinshasa. Ora "Nel libero arbitrio" collaborerà a finanziare un altro progetto di solidarietà a favore di Srebrenica, a seguito del trasferimento di Frattaroli e di altri artisti di Storie di Note nella ex Jugoslavia per portare un messaggio di speranza in un paese martoriato da una guerra troppo rapidamente dimenticata.

Approfittiamo della sua disponibilità per rivolgergli qualche domanda.

Il tuo disco "Nel libero arbitrio" nasce in relazione all'esperienza interiore legata agli "Esercizi spirituali" di S. Ignazio di Loyola. Ci puoi spiegare in che modo hai pensato di poter trasferire nelle tue canzoni un'esperienza tanto profonda e, credo, inesprimibile verbalmente?

La decisione di scrivere un disco ispirato agli esercizi ignaziani è venuta in modo molto naturale e spontaneo, nel senso che non è stata affatto meditata... posso aggiungere che oggi sono davvero felice di aver preso questa decisione due anni fa.

Fin dalla prima traccia del disco, "Perché hai permesso tutto questo?", l'interlocutore principale del tuo pensiero è Dio. Si tratta di un dialogo con una presenza altra o con una parte di te?

Credo che quando ci si rivolge a Dio diventa inevitabile rivolgersi anche a se stessi.

"Mi muovo come un ragno nel deserto"; "C'è una parte di me che ora voglio perdere"; "Il mio dubbio più atroce è quello di stare sopra o sotto la croce": sono tre frasi tratte da alcune canzoni del tuo cd. Ce le puoi commentare?

Il ragno nel deserto mi faceva pensare ad un movimento lento in un territorio molto ampio; a parer mio, quando ci si imbatte in un percorso come quello degli esercizi di S. Ignazio la prima impressione che si ha è di trovarsi dinanzi a qualcosa di molto grande rispetto al proprio raggio d'azione... ecco il perché del ragno nel deserto.

La parte di me che voglio perdere è rappresentata dall'inganno, da quella voce che si camuffa da portatrice indiscussa di verità. Si tratta di una entità che si nasconde e man mano si radica, dentro l'io di ogni individuo. Riconoscere e combattere quella parte per cercare di liberarsene, credo sia il privilegio più grande di cui una persona possa entrare in possesso.

Il mio dubbio più atroce è quello di stare sopra o sotto la croce. Spesso la strada verso la pienezza è la più difficile e tortuosa. Non si può giungere alla vetta di una montagna senza scalarla. Accettare la croce significa affrontare un sacrificio che in quel momento è scomodo e il dubbio di starne sopra o sotto quindi, è generato da una misteriosa resistenza, allettante la maggior parte delle volte più della croce stessa.

Nei testi di alcuni brani si parla di nemici e di mostri da un lato, e di una sola strada presso la quale si nasconde il cammino; di una strada perfetta dall'altro. Ci puoi spiegare questa dicotomia?

Non esistono due verità... la verità è soltanto una... e c'è il suo esatto contrario. Se una persona dichiara il falso, il contrario sarebbe stata la verità e viceversa... non ci sono alternative. Noi possiamo vivere in molti modi, in svariati luoghi, essere protagonisti di situazioni che non avevamo mai immaginato; cosa succede però se un bel giorno ci chiediamo: "Ma questa era davvero la vita giusta per me? Le scelte fatte o non fatte mi hanno condotto lì dove ora io possa tirare fuori il meglio di me?". I mostri, i nemici spesso sono quelle entità misteriose che vivono all'interno e all'esterno di noi e che lavorano per farci prendere "certe decisioni" che nel tempo potremmo scoprire deleterie per la nostra persona.

Ora vorremmo che tu ci spiegassi qualcosa della tua musica, anche per attribuire a questa componente la sua giusta importanza. Puoi citare qualche fonte musicale a cui ti sei ispirato, o che ha accompagnato la tua esperienza?

La mia esperienza musicale è molto variegata. Sono un autodidatta che è partito dal proprio istinto e nel tempo ha cercato di razionalizzarlo e incanalarlo nella logica dello studio. Ho studiato armonizzazione jazz e ho ascoltato di tutto. Non esiste a mio parere un genere musicale migliore di altri... credo che Piazzolla e Battisti (ad esempio), abbiano avuto entrambi una grande sensibilità musicale espressa in modo completamente differente. Esiste una bellezza PUNTO; la si può manifestare con semplicità o in modo armoniosamente complesso... dipende dalla conoscenza.

Ci puoi anticipare qualche tuo progetto per il futuro?

Ora ho voglia di suonare "Nel libero arbitrio" davanti alle persone, di tenere più concerti possibili perché un disco non farà mai giustizia come una esibizione dal vivo.

Link: Beppe Frattaroli - Storie di Note